sostituzione sanitari Milano

In un contratto d’affitto a chi competono le spese inerenti all’immobile? A tale proposito permangono ancora oggi numerosi dubbi. Anche perché, in molti casi, nessuna delle controparti (né il locatore né il locatario) ha intenzione di prendersene carico. Di conseguenza è bene consultare le direttive contenute nel quadro normativo italiano, tutte contenute nel codice civile.

Il primo articolo da esaminare è il 1576, secondo cui la proprietà ha il dovere di eseguire le necessarie riparazioni. Ciò eccetto la piccola manutenzione. Nel testo legislativo pubblicato viene poi fatta una importante distinzione sulle cose mobili. Ma sulla materia sorvoliamo in quanto è un altro il nostro target.

Nella fattispecie, le spese di manutenzione e conservazione spettano al conduttore, salvo patto contrario. Difatti – si legge nella norma – il locatore ha il compito di eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni occorrenti. Rappresentano una categoria a sé stante quelle di piccola manutenzione, comunque a carico del conduttore. Se si tratta di cose mobili, le spese di conservazione e di ordinaria manutenzione sono a carico del conduttore; ciò a meno che l’accordo sottoscritto tra le parti non disponga diversamente.

Sostituzione sanitari in un appartamento: a chi compete l’esborso tra il locatore e il locatario

Un altro articolo meritevole di essere citato è il n. 1590. Secondo quanto stabilito, il locatario ha l’onere di restituire il bene al locatore nelle stesse condizioni in cui l’ha ricevuto. Il bene deve essere cioè conforme alla descrizione che è stata fatta dalle parti. L’unica eccezione è costituita dal deterioramento o dal consumo, risultato dall’uso in base al contratto.

Qualora venisse a mancare la descrizione, si presume che il conduttore abbia ricevuto la cosa in condizioni accettabili. Il locatario non è obbligato a rispondere del deterioramento o del perimento derivanti dal normale logorio del tempo (vetustà). Le cose mobili vanno restituite esattamente nel punto dove sono state consegnate.

Dunque, il conduttore ha il compito di restituire il bene al locatore nelle medesime condizioni in cui l’ha ricevuto; ciò purché non ci sia consumo o deterioramento. L’inquilino ha la responsabilità di prendersi carico dei costi di manutenzione ordinaria di quanto gli è stato concesso in uso. Naturalmente, nel momento in cui si provvederà alla restituzione i suddetti beni dovranno essere in uno stato congruo.

Nella definizione del rapporto tra i soggetti coinvolti, l’art. 1609 del codice civile compie una ulteriore puntualizzazione. Le riparazioni di piccola manutenzione, a carico del conduttore, sono una ristretta casistica. Per riassumere, la responsabilità delle spese di riparazione e/o sostituzione dipende da due fattori:

  • la natura dell’intervento da eseguire;
  • le cause che hanno reso indispensabile l’operazione.

Le responsabilità di ambo le parti

In buona sostanza, il proprietario ha il compito di garantire la piena funzionalità dell’appartamento, altrimenti ne risponde. Tuttavia, è esentato dagli oneri, laddove il logorio o la rottura dei beni sia da imputare al locatario. Il ricorso errato ai manufatti in piena custodia prevede un differente inquadramento giuridico. Se il guasto o la rottura è frutto di uno scorretto impiego dell’inquilino sarà egli stesso a fronteggiare i costi.

Ciò è quanto sancisce la legge, anche se nulla vieta di provare a raggiungere un accordo. Dopo aver valutato la situazione specifica e accertata la tipologia di intervento, è possibile optare per una soluzione transattiva.

Accordo transattivo: che cos’è e perché è l’opzione migliore

Un contratto siglato da debitore e creditore in cui:

  • entrambi rinunciano a qualcosa
  • prevengono un contenzioso o pongono fine a uno sussistente

si indica con il termine “accordo transattivo”. Si ipotizzi, ad esempio, che i diretti interessati stabiliscano di suddividere a metà la spesa sostituzione sanitari Milano. Un compromesso consentirà di saltare infinite lungaggini burocratiche e battaglie in sede giudiziaria. Una perdita di denaro e di tempo francamente evitabile, in quanto la parcella di un avvocato non è economica.

O perlomeno nel caso di validi assistenti legali. Le battaglie davanti al giudice costituiscono una sorta di misura estrema, abitualmente stabilita più per mancanza di alternative. Se lo strappo è netto, allora non ci può essere altra via se non quella di attendere la sentenza. Una ragione che rende ancor più consigliabile la ricerca della mediazione. La sana, vecchia, diplomazia tira spesso fuori dai guai.